Pinki impara la differenza sé-altro

Era una fresca mattina d’inizio estate, il mare era calmo ma l’aria frizzava di scoperta. Sulla chiara sabbia giaceva un uovo.

Pinki, passando di lì, lo vide e si avvicinò per guardare meglio…

Provò a conoscere quel “coso” con un morbido tocco ma… TOC, SCRICK, STACK…Puuf!

<<Hola>> disse, uscendo dal guscio, il pulcino. Pinki osservò il suo primo passo, molto più simile ad un inciampo, e nel giro di qualche istante se lo ritrovò abbracciato alla zampa pensando “Chi è questo qui? Da dove arriva?”

In un breve istante quelle domande si rivelarono superflue… <<Hola Pinki>> – <<Ciao Lopez>>

Credits to:

Carolina Pozzi per le illustrazioni (@pinkiilconi)

Sara Pedretti per la narrazione (@sara.narwain.teacher)

Per la sua prima apparizione nella rubrica dedicata all’apprendimento, Pinki il coni si interfaccia con il mondo dell’unknown, per l’appunto – dello sconosciuto.

Nello specifico, nell’illustrazione sopra riportata, Pinki si vede coinvolto nel processo di sviluppo sociale, fase dello sviluppo che ognuno di noi attraversa a partire dal secondo anno di vita circa (sebbene le relazioni sociali si instaurino nel preciso momento in cui veniamo al mondo).

Autoconsapevolezza e conoscenza sociale

Per acquisire la competenza sociale, è necessario che il/la bambino/a sviluppi quella che viene definita Teoria della Mente, ovvero la capacità di riconoscere e comprendere che le persone che lo/a circondano sono dotate, come lui/lei, di stati interni, intenzioni, pensieri ed emozioni che orientano il comportamento e le relazioni con gli altri.

Nel momento in cui avviene la cosiddetta “oggettivazione del Sé” (ovvero il processo di differenziazione e rappresentazione del Sé come entità oggettiva), il/la bambino/a acquisisce autoconsapevolezza e conoscenza sociale.

Per quanto l’uso del linguaggio verbale fornisca quasi sempre una chiave di interpretazione abbastanza attendibile, nei/nelle bambini/e il processo di oggettivazione del Sé può essere riconoscibile anche in una fase preverbale (ovvero prima della capacità di distinguere tra me/te – noi/voi). Questa capacità può essere verificata con l’acquisizione del riconoscimento della propria immagine allo specchio, processo che richiede competenze mentali simboliche e complesse.

L’autoconsapevolezza comincia ad apparire intorno ai 15 mesi e risulta poi ben riconoscibile in quasi tutti i/le bambini/e tra i 21 ed i 24 mesi.

Consapevolezza degli altri come diversi da sè

Una volta acquisita la consapevolezza di sé, ne deriva una conseguente distinzione tra sé e gli altri. Le reazioni a persone estranee vengono determinate e guidate dagli schemi relativi al sé, che vengono quindi applicati a ciò che è esterno a noi. La reazione ad un/a bambino/a estraneo può risultare più frequentemente positiva proprio per il fatto che vi è una percezione di maggiore somiglianza a sé, a fronte di una diversità più marcata con un adulto.

Nella storia di Pinki, la sua iniziale diffidenza nei confronti del pinguino Lopez potrebbe essere dovuta proprio alle differenze che vede in lui. Lopez è infatti appartenente ad un’altra specie, ha una diversa statura, è ricoperto di piume e non di peli, ha un becco e non un muso con i baffi.

Le elaborazioni che il/la bambino/o fa sul Sé e sugli altri non rientrano in una prospettiva statica ma sono continuamente soggette a ristrutturazioni e rielaborazioni (tema affrontato in un’ottica più neurostrutturale nell’articolo sulla neuroplasticità, clicca qui per approfondire) guidate da quelle che sono le esperienze di vita sociali e che forniscono man mano una comprensione più chiara della realtà.

Relazioni affettive

Per quel che riguarda le dinamiche affettive, nella storia vediamo Pinki alle prese con l’accettazione di Lopez, un pinguino sconosciuto che entra improvvisamente a far parte della sua vita.

Secondo la teoria dell’attaccamento (teoria più accreditata nell’ambito dello sviluppo affettivo), la percezione del mondo durante l’infanzia viene filtrata attraverso quelli che vengono definiti “modelli operativi interni e della figura di attaccamento”. In altre parole, quelle che sono le nostre rappresentazioni interne di noi stessi e della nostra figura di attaccamento (figura con cui si crea un legame specifico in relazione all’accudimento) guidano i comportamenti, le azioni e le rappresentazioni che abbiamo di coloro con cui entriamo in relazione.

Pinki, nell’abbraccio con Lopez, mostra accettazione e accoglienza, manifestando così una rielaborazione della sua rappresentazione dello “sconosciuto”.

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