Pinki mangia da solo

È quasi ora di mangiare e Pinki si trova davanti ad una tavola imbandita di buon cibo

Si avvicina al succo di frutta ma non ne ha voglia e quindi lo rovescia tutto sul tavolo. Nemmeno la zuppa sembra piacergli molto.

Queste foglie di insalata brillanti stanno meglio in aria che nella sua pancia. Ma ecco delle tenere maracas!

Un ritmo delizioso!

Mmmm…buoni!

Credits to:

Carolina Pozzi per le illustrazioni (@pinkiilconi)

In questo nuovo episodio vediamo Pinki il coni alle prese con quella che è una pratica di recente uso e scoperta: il “Baby Led Weaning” (BLW).

In un’ottica più ampia, possiamo inserire questo approccio lungo un continuum che vede la sua evoluzione nel mondo dell’alimentazione intuitiva, in parte accennata nell’episodio di Pinki in stelline for lunch (clicca qui per approfondire).

Principi del BLW

Con BLW si fa riferimento a quella che, in italiano, si traduce nella pratica di svezzamento autogestito dal bambino, che segue alcuni principi precisi e chiari:

  • All’inizio del processo di svezzamento, al bambino è consentito il rifiuto del cibo, che potrà poi essere riproposto più avanti nel tempo
  • Al bambino è permesso decidere quanto vuole mangiare. Non vanno offerte razioni aggiuntive con il cucchiaio a fine pasto.
  • Il pasto non va consumato in fretta
  • Il pasto andrebbe offerto nei momenti in cui anche il resto della famiglia sta mangiando, per fornire un esempio e per consentire un apprendimento di tipo imitativo. 
  • Durante i pasti è permesso bere acqua.
  • Inizialmente vengono offerti solo frutta e verdura di consistenza morbida. I cibi più consistenti vengono lievemente cotti per renderli morbidi abbastanza da poter essere masticati anche solo con le gengive. 
  • I cibi di consistenza più liquida come lo yogurt vanno offerti con un cucchiaio così che il bambino possa imparare la manipolazione e l’autogestione.

Modelli operativi interni

L’opportunità che questo approccio offre è quella di lasciare il bambino libero di potenziare le sue capacità nutrizionali innate ed istintive. Come spiegato nell’articolo che tratta il tema dell’intelligenza emotiva (clicca qui), nell’infanzia, l’immaturità che ci caratterizza in termini di sviluppo neocorticale, ci permette di orientare le nostre scelte ed azioni in base all’istinto, rendendoci liberi dal controllo razionale e dagli schemi mentali che utilizzeremo poi in età adulta.

Il bambino, dirigendo l’attenzione ed i movimenti in maniera autonoma verso ciò che desidera, apprenderà ad agire nel rispetto delle sue spinte e dei suoi modelli interni anzichè lasciandosi guidare da schemi esterni che derivano da imposizioni e modelli altrui. 

Nelle vignette sopra illustrate possiamo vedere Pinki coinvolto proprio nel processo di valutazione di ciò che ha davanti a sè. La possibilità di avere a disposizione più elementi tra cui scegliere rappresenta essa stessa una parte integrante e fondamentale dell’intero procedimento, che mette in moto meccanismi cognitivi ed emozionali che daranno poi luogo all’esperienza alimentare nella sua globalità.

Sviluppo prassico

Oltre agli aspetti motivazionali ed istintivi, l’approccio BLW permette al bambino di sviluppare autonomamente ed anticipatamente le sue abilità prassiche, dagli aspetti di pianificazione dell’azione a quelli di manipolazione. Il rapporto diretto con il cibo gli permetterà, inoltre, di sviluppare un profondo senso del tatto ed una maggior consapevolezza gustativa.

Gusto

Il gusto, per i bambini come per gli adulti, rappresenta una componente fondamentale e determinante nella relazione con il cibo. Lasciandogli/le la possibilità di autodirezionare le sue scelte, sarà per lui/lei più semplice apprendere a selezionare ciò che rientra nella gamma di sapori di suo gradimento e non vi sarà quindi la necessità di doverlo/a orientare verso l’assunzione di (per esempio) verdure o altri cibi “critici”. Nei casi in cui si mostra una reticenza verso alcuni alimenti si lascia al bambino/a la libertà di rifiuto nell’ottica di una riproposta futura.

Alimentazione consapevole

La consapevolezza che il/la bambino/a riesce ad acquisire fin dall’infanzia grazie a questo approccio all’alimentazione gli permetterà di sviluppare, in età adulta, un rapporto molto più intimo ed intuitivo nei confronti del cibo e delle proprie spinte interne. Inoltre, l’autonomia richiesta per affrontare questa pratica lascia aperta la possibilità di integrazione sociale familiare dell’infante fin dalla tenera età, senza obbligare la figura di accudimento a doversi allontanare o dedicarsi esclusivamente a dover imboccare. La partecipazione al pasto rappresenta essa stessa un’importante momento di condivisione familiare e grazie al BLW è possibile un’integrazione globale del nucleo nel suo insieme.

Dott.ssa Eleonora Rossi

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